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Il CeSMAP organizza Chiesa di Sant'Agostino, Pinerolo Questa mostra archeologica presenta il periodo storico durante il quale Pinerolo divenne terra di Francia nel XVII secolo. L'evento è volto ad evidenziare, far conoscere e valorizzare le presenze monumentali della Pinerolo dell'epoca: mura, strade, chiese, conventi, case e fortificazioni, reperti ed oggetti che sono la risultante di una storia complessa di questo territorio di frontiera, nel quale l'avvicendarsi di dominazioni, eserciti e culture diverse hanno contribuito a forgiare le caratteristiche di una mentalità internazionale anticipatrice della dimensione europea. La città ha fatto parte del territorio metropolitano francese per 120 anni complessivi: sotto Francesco I ed Enrico II, Luigi XIII e Luigi XIV, e durante l'era napoleonica, avvenimenti che hanno fatto di Pinerolo la città più francese d'Italia. Certamente il secondo periodo, compreso tra il 1630 ed il 1696, è quello che ha maggiormente determinato un fondamentale cambiamento del ruolo, dell'immagine e del tessuto della città. Il Cardinale Richelieu che, sconfiggendo le truppe sabaude di Carlo Emanuele
I, conquistò la città nel 1630, fece di Pinerolo, già
definita "clé et rêne d'Italie", "chiave e
briglia d'Italia", una delle più importanti piazzeforti di
prima classe d'Europa. La fiorente città di sapore medioevale fu
trasformata in una chiusa e possente fortezza, sovrastata da una munita
cittadella, con grandi acquartieramenti di soldati e con tutte le conseguenze
che ciò comportava sul piano urbanistico e della vita quotidiana.
I lavori di fortificazione di Pinerolo continuarono con il Cardinale Mazarino ed il ministro della guerra Louvois, sotto la direzione del più grande architetto militare dell'epoca, il marchese di Vauban. Sorsero attorno alla città nuovi poderosi bastioni e vennero costruite caserme, arsenali e depositi. Anziché espandersi, il centro abitato si restrinse per far posto alle opere difensive ed ai nuovi edifici militari; così antiche case, chiese e conventi furono demoliti, furono sopraelevati molti edifici ed altri sorsero, costretti entro la cinta muraria, invadendo orti, cortili e giardini. Per volere del re Luigi XIV, il "Re Sole", la cittadella divenne una prigione di stato tristemente celebre, come la Bastiglia a Parigi. Nelle sue celle morirono, tra gli altri, Nicola Fouquet, ministro delle finanze e Gian Giacomo de Barillon, presidente del parlamento di Parigi. Furono rinchiusi, tra i più noti, il conte di Lauzun, maresciallo di Francia, ed il conte Enrico Mattioli, diplomatico del duca di Mantova. Ma la maggior fama della Ville de Pignerol è legata alla presenza
del misterioso, celeberrimo prigioniero definito da Voltaire "la
Maschera di Ferro", la cui identità -rimasta ignota- è
stata oggetto di testi, convegni e romanzi storici, tra cui quelli del
citato Voltaire e di Dumas e, recentemente, ha costituito la trama del
film statunitense con Leonardo Di Caprio nei panni del Re Sole. In quegli anni anche la parte del centro storico non coinvolta dalle
fortificazioni si rinnovò e, negli isolati compresi tra le vie
Sommeiller, Archibugieri di San Giorgio, San Giuseppe, Silvio Pellico
e l'ultimo tratto di via del Pino, sorsero nuovi palazzi di pregevole
fattura architettonica, ornati da portali monumentali, artistici balconi
con ricche ringhiere barocche in ferro battuto ed eleganti e suggestivi
cortili. Questa mostra archeologica intende documentare il grande patrimonio edilizio
del XVII secolo ancora esistente e visibile in Pinerolo, nonostante le
demolizioni antiche e recenti; come ad esempio l'Arsenale che è
diventato il Palazzo di Città e le Caserme Francesi adibite oggi
ad Uffici Giudiziari, dell'ASL10 e della Regione Piemonte. Nella Chiesa sono esposti reperti d'epoca (cannoni, armi, oggetti d'uso,
uniformi, ritratti, mappe, statue e dipinti), incisioni, plastici, modellini
e rilievi, documentazioni degli scavi archeologici del Bastione di Schomberg
e sulle ricerche alla Cittadella, notizie sulla peste, fotografie, documenti
provenienti da vari archivi tra cui quello Storico di Pinerolo, della
Biblioteca Nazionale di Parigi, dell'Archivio di Stato di Torino e di
Francia. |