HOME CeSMAP DIDATTICA EVENTI MOSTRE LINK


INDICE PER ANNO

Mostre 2002

Mostre 2001

Mostre 2000

Mostre 1999

Mostre 1998

Mostre 1997
Il frutto dell'immaginazione African Pictograms
Diario (1, 2)
Galleria (1, 2, 3)
Paleofantasy

 

 


Sfortunatamente abbiamo constatato che tutti questi fattori di degrado e distruzione dell'Arte Rupestre sono presenti anche in Namibia, come in moltissime aree nel mondo intero: turismo incontrollato, guide insufficienti di numero e non adeguatamente preparate ai compiti di informazione e di sorveglianza, concessioni di sfruttamento economico delle risorse del territorio in siti di grande rilevanza archeologica ed ambientale, come per le concessioni minerarie del granito nell'area di Spitzkuppe, solo recentemente revocate da opportuni e lungimiranti provvedimenti delle Autorità Governative di Namibia, che hanno seguito le indicazioni date dal SARARA, dall'IFRAO e dall'UNESCO. Se questo è un primo passo concreto verso la salvaguardia e la conservazione del patrimonio costituito dai siti di Arte Rupestre, intesi in senso globale, conprendendovi cioè tutti i depositi archeologici che vi sono nei ripari o attorno alle rocce incise, molto lavoro rimane da compiere per migliorare la situazione gestionale.

 

Occorre partire dal presupposto che è doveroso, moralmente ed eticamente indispensabile, trasmettere l'eredità culturale del passato alle future generazioni, conservandola ed arricchendola per consentire ai nostri figli di capire le basi sulle quali è costruita la civiltà del Terzo Millennio.

 

Far conoscere il passato per educarci ad esso: solo attraverso la conoscenza si arriva alla comprensione dei valori universali e quindi alla comprensione ed al rispetto di tutte le differenti culture di ogni epoca, di tutte le etnie, della naturale dignità di ogni uomo che deve essere trasmettitore ed elaboratore di cultura per ogni nuova generazione. Discutendo di queste tematiche, e d'accordo sostanzialmente su questa "filosofia per l'Arte Rupestre", il Gruppo dei Dieci, sotto la volta stellata del Deserto del Namib, decise di programmare una Mostra che presentasse ad un pubblico internazionale, itinerando per il mondo, con il motto -mutuato dagli ambientalisti "Save Black Rhino"- "SAVE ROCK ART".

 

Quindi questa mostra non vuole entrare -deliberatamente- nelle tematiche scientifiche di datazione, cronologia, significazione, ma è una panoramica su un fenomeno umano di eccezionale importanza: l'Arte Rupestre che rappresenta la più antica e lunga stagione della spiritualità umana. Si è voluta prendere la Namibia come esempio da presentare al pubblico che per la quasi totalità non è informato sull'esistenza e sul valore dell'Arte Rupestre. Noi specialisti, cioè addetti ai lavori di musei, università, organizzazioni, che da anni ci ritroviamo nei quattro angoli del mondo in occasione di missioni di studio e di congressi, abbiamo sentito il dovere di divulgare la filosofia della conoscenza per la conservazione.

 

Le immagini presentate derivano tutte da riprese fotografiche effettuate durante il nostro viaggio attraverso il Nord-Ovest della Namibia; quelle relative ai problemi di conservazione sono quasi tutte mie, essendomi stato riservato questo compito all'interno del Gruppo dei Dieci.

 

Ingrandisci

Namibia, Brandeberg - Grosse Dom Schlutch
Arte rupestre: struzzo
le colate calcitiche che ricoprono la superficie rocciosa, minano seriamente la conservazione del patrimonio culturale.
Foto: Léo Dubal, Tactygraphic Lab, Berne

 

Ingrandisci

Namibia, Twyfelfontein
Petroglifo: giraffa
Foto: Daniele Seglie, CeSMAP.

 

Ingrandisci

Namibia, Twyfelfontein
Arte rupestre fotografata dal
Prof. Jan Deregowski, Università di Aberdeen

 

Ingrandisci

Namibia, Twyfelfontein
"Centauro Africano" é il nome col quale é nota questa
singolare raffigurazione, scoplita e levigata. In questa
roccia il valore simbolico e metacognitivo dell'arte rupestre é particolarmente evidente.
Foto: Daniele Seglie, CeSMAP

 

 

Un particolare ringraziamento va tributato a Shirley-Ann Pager, la quale si era prodigata affinchè la missione potesse raggiungere i migliori risultati, continuando attivamente a collaborare con gli scritti e con i suggerimenti affinchè la mostra potesse diventare uno strumento di informazione e di formazione per tutti.
Inoltre va ringraziato lo staff del CeSMAP di Pinerolo che si è adoperato per allestire la prima tappa di questo evento.
Infine si ringraziano il Prof. Peter Katjavivi, Direttore del Dipartimento Beni Culturali di Windhoek e Vice Rettore dell'Università di Namibia, il Dr. Petter Johannesen, Console di Namibia in Italia ed il Dr. Damir Dijakovich dell'UNESCO.
Quando la mostra da Windhoek in Namibia tornerà in Italia, come sezione permanente del Museo d'Arte Preistorica, nelle sale del trecentesco Palazzo del Senato dei Principi d'Acaja, sapremo se il nostro messaggio sarà stato recepito e condiviso.

D.S.
Pinerolo, Agosto 1997

Indietro