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Twyfelfontein

Twifelfontein significa "sorgente intermittente". Sulle pendici rocciose di arenaria si trova la più vasta collezione conosciuta di incisioni rupestri in Africa.

Ci sono molte centinaia di questi petroglifi, tutti affollati assieme sulle ampie lastre di arenaria che coprono il fianco della collina: giraffe, elefanti, struzzi, antilopi, rinoceronti, zebre.

C'è anche un ristretto gruppo di figure e impronte umane e orme di animali, come pure alcuni disegni astratti.

L'arte è stata eseguita con varie tecniche che includono contorni incisi, picchiettati e intere figure martellinate sulla roccia. Altre località nell'area hanno incisioni rupestri, ma non ce ne sono di paragonabili a quelle di Twyfelfontein.

In Namibia le incisioni rupestri sono generalmente ritenute più antiche delle pitture. Le incisioni sono eseguite più rozzamente delle pitture, ma non c'è nessun problema ad identificare le figure.

Non si distinguono animali domestici nell'insieme dei motivi incisi a Twyfelfontein, perciò presumibilmente si tratta di un'arte di soli cacciatori e raccoglitori.

Le prime incisioni rupestri in Namibia, forse datate alla Media Età della Pietra, consistono quasi interamente in simboli astratti e orme di animali.

Brandberg, Namibia, Africa
Adam and Eve
Riparo sottoroccia con pittura rupestre

Photo: Daniel Seglie, CeSMAP

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Chi sono gli Artisti

Da quando gli europei giunsero in Namibia è stato spesso affermato che l'arte rupestre fosse troppo sofisticata per averla realizzata semplici selvaggi.

Negli anni '50 l'Abbé Breuil venne in Namibia, specialmente per vedere le pitture del riparo sotto roccia della "White Lady": infatti fu l'abate che diede alla figura quel nome. Egli credeva che fosse la rappresentazione di una giovane ragazza di Creta e che le altre figure nelle processione fossero i suoi guardiani.

Le sue visioni eurocentriche presero piede. Il fatto che la figura centrale sul pannello fosse non una donna ma un uomo gli passò inosservato. Ci sono figure femminili nella processione e queste sono decorate in modo abbastanza elaborato, ma la sua attenzione fu centrata interamente sulla figura che egli immaginò essere una ragazza europea.

Altre persone hanno anche sostenuto l'origine europea del dipinto, ma non ci sono prove archeologiche a supportare questa ipotesi.

Gli scavi in Namibia hanno portato alla luce solo utensili litici e attrezzi risalenti tra la prima e la tarda Età della Pietra, ed anche tracce dell'Età del Ferro.

Centinaia di collane costruite utilizzando gusci di uova di struzzo sono state trovate in ogni livello archeologico e nelle raccolte tarde furono scoperte alcune collane di vetro che erano molto probabilmente merce di scambio.

Il vasellame apparve circa 2000 anni fa, sempre tipicamente africano.

Una domanda ricorrente è chi siano gli artisti. Si pensa comunemente che fossero i San - Boscimani - e che ad essi possa essere attribuita l'arte nel Brandberg, nell'Erongo Mountains ed in altre aree. Noi non possiamo sapere chi visse in questa parte della Namibia 5000 - 2000 anni fa, che è il periodo indicato per la maggior parte delle pitture. Le prove archeologiche indicano che nell'Età della Pietra i cacciatori e raccoglitori della Namibia erano gli artisti e che essi scomparvero circa 2000 anni fa.

S.A. P. (traduzione: Daniele Seglie)

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