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PROGETTO DI RIUSO DEL PALAZZO DEL SENATO

IngrandisciIl progetto di restauro e riutilizzo del Palazzo del Senato si inserisce nel più ampio disegno del piano di recupero dell' area che dal Palazzo del Senato stesso giunge fino alla Chiesa di S. Agostino.

Il piano intende restituire alla città un'area di grande rilevanza urbana ed ambientale e porre un efficace rimedio ai numerosi problemi urbanistici, quali: il disordine seguito alle demolizioni degli edifici medievali e alla successiva sistemazione dei muraglioni e delle terrazze; il degrado dell'area, conseguente all'abbandono in cui versa la chiesa di S. Agostino; le difficoltà di riutilizzo del Palazzo del Senato, che attende una destinazione d'uso globale e permanente da ormai quasi un secolo.

Il piano, che recentemente ha preso piena efficacia, si prefigge il raggiungimento di due obiettivi principali: ridisegnare e ridare dignità urbana all'area nel suo complesso, devastata dagli interventi di demolizione degli anni 50 incorporare il Palazzo del Senato in un complesso edilizio in grado di rivitalizzarlo e renderlo efficacemente fruibile.

L'obiettivo dell'attuale intervento di restauro è solo un primo passo verso il pieno recupero dell'edificio, realizzabile solo con la costruzione del museo.
Tale limite si evidenzia sia sul piano architettonico (la realizzazione della torre del corpo ascensore è pensata non solo come elemento di collegamento ma intende conferire significato architettonico al fronte sud, risultato di una demolizione) sia su quello funzionale (l'assenza della centrale di condizionamento, prevista nel museo, e di locali di servizio, previsti nella torre dell'ascensore obbliga a soluzioni provvisorie, necessarie per rendere utilizzabili da subito i locali ma destinate ad essere implementate con la costruzione del museo).
La stessa fruibilità dei palazzo risulta, in questa fase, limitata sia dal punto di vista del superamento delle barriere architettoniche (senza l'ascensore non è possibile garantire l'accesso ai portatori di handicap), sia per quanto riguarda utilizzare il salone del piano primo come sala conferenze (manca infatti la seconda via di ingresso/uscita che potrà essere realizzata solo con il previsto varco sul fronte sud in corrispondenza della torre ascensore).

Sotto il profilo distributivo ed impiantistico si sono altresì cercate soluzioni «transitorie» per quei problemi legati alla rinviata realizzazione del primo lotto del museo, privilegiando quelle con minore impatto sull'edificio, più facilmente reversibili, senza sacrificarne la funzionalità e l'affidabilità.

I locali del palazzo (quattro saloni sovrapposti di circa 60 mq ciascuno) sono destinati ad ospitare la sede del CeSMAP (Centro Studi e Museo d'Arte Rupestre) ai piani primo, secondo e terzo, al piano terreno è invece previsto il book-shop del futuro museo. Si tratta di destinazioni individuate dall'Amministrazione comunale già da alcuni anni ed ora confermata dal piano di recupero dell'area Palazzo del Senato-Chiesa di S.Agostino.I piani terzo e secondo, accessibili con la scala interna, ospiteranno gli uffici di direzione e di segreteria del CeSMAP; il piano primo, accessibile anche dalla piazzetta d'Andrade, potrà, in questa fase, fungere da sala riunioni e da biblioteca del centro; il piano terreno, in attesa dì assumere la funzione di book-shop del museo, potrà essere utilizzato come «vetrina» per esporre qualche reperto (calco) emblematico delle collezioni del CeSMAP, e come spazio di presentazione del Palazzo e del futuro museo. Sono esclusi spazi espositivi veri e propri per mostre, impossibili da realizzare nel palazzo nel rispetto delle normative per l'accessibilità e la sicurezza.

Interventi realizzati con il primo lotto di lavori.

Con il contributo della Regione Piemonte è stato recentemente completato un primo lotto di lavori di consolidamento e di risanamento del palazzo: i lavori hanno interessato soprattutto i piani inferiori dell'edificio con lo scopo di: 1. limitare gli effetti negativi delle infiltrazioni d'acqua che penetrano nel piano terreno dell'edificio (attraverso le fessurazioni degli strati rocciosi su cui poggiano le murature), rendendolo molto umido; alcuni urgenti interventi di miglioramento strutturale in quanto l'edificio risulta particolarmente vulnerabile ad eventuali eventi sismici.

Interventi in progetto relativi al secondo lotto

Obiettivi di questo secondo lotto di lavori sono il restauro dei paramenti esterni dell’edificio ed il recupero dei locali ai piani superiori. In particolare si evidenzia come un importante riferimento per il restauro della facciata sulla via Principi d'Acaja, sia costituito dallo straordinario modello al vero realizzato da Alfredo d'Andrade al Borgo Medioevale. Le opere in progetto sono le seguenti:
1) Indagini preliminari tramite saggi stratigrafici degli affreschi, analisi chimiche, ecc.:
2) Restauro dei prospetti esterni con sostituzione localizzata di mattoni deteriorati, pulizia e risarcitura con malta di calce dei giunti tra i mattoni, rifacimento degli archivolti con mattoni sagomati, integrazione dei fregi in cotto, collocazione dei calchi delle due statue in cotto in deposito presso la galleria civica di Torino, rifacimento delle decorazioni pittoriche sotto le cornici marcapiano.
3) Risanamento dei muri interni
4) Restauro e adeguamento funzionale dei serramenti esterni
5) Restauro dei serramenti interni
6) Restauro dei solai in legno
7) Realizzazione di nuovi pavimenti in legno
8) Realizzazione di nuovi impianti elettrici e termici

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