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IL PALAZZO DEL SENATO

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LA STORIA

Il Palazzo del Senato si trova lungo il lato occidentale di Via Principi d’Acaja, già denominata "Via Nuova" e ancora prima "Via dei Doreri o degli Argentieri".

Fu edificato per ordine di Ludovico d’Acaja, al fine di ospitare i principali uffici pubblici della città. Iniziato alla fine del XIV secolo, come fanno supporre alcuni elementi costruttivi, era già terminato nel 1419, anno in cui Pinerolo divenne sede del governo sabaudo, poiché a partire da questa data vi aveva sede il Consiglio Cismontano o Supremo Tribunale (Curia Major) insediato dal Duca Amedeo VIII.

Durante la prima dominazione francese, nel palazzo si insediò il Consiglio Sovrano o Parlamento, istituito da Luigi XIII. Dopo il ritorno dei Savoia, intorno al 1575, Emanuele Filiberto creò la Provincia di Pinerolo e vi costituì il Tribunale presieduto da un Senatore. Nel 1630 il Cardinale Richelieu, Primo Ministro del Re Sole, riprese la città e intorno al 1643 Luigi XIV vi ristabilì il Consiglio Sovrano. Nel 1683 esso fu ridotto a Consiglio Provinciale, ma nel 1694 tornò ad essere Consiglio Sovrano e l’edificio acquistò l’attuale nome di Palazzo del Senato in quanto tutti i magistrati che facevano parte del Consiglio avevano la carica di Senatori. Nel 1720 la giurisdizione venne limitata in favore di Torino e nel 1729 venne soppresso. Rimase poi come semplice tribunale fino alla Rivoluzione Francese; con il dominio napoleonico sul Pinerolo, l’Istituto si estinse definitivamente.

Nel 1899 il Regio Soprintendente Cav. Alfredo d’Andrade acquistò l’edificio con fondi propri e lo donò al Comune di Pinerolo per salvaguardare un importantissimo monumento di epoca medievale.

L'ARCHITETTURA

Il palazzo, a pianta irregolare, vagamente trapezoidale, ha tre piani fuori terra ed uno seminterrato.

All’esterno, la parete meridionale risulta la più spoglia e disadorna perché un tempo era addossata ad un alto fabbricato; soltanto in corrispondenza dell’ultimo piano si trovano due piccole monofore.

Il lato orientale è il più ricco di elementi decorativi ed i tre livelli fuori terra sono evidenziati da fasce marcapiano in cotto: a pianterreni - su due livelli diversi per superare il dislivello del suolo - si trovano due ingressi con arcate a sesto ribassato, al primo piano si aprono due finestre quadrate di grandi dimensioni, al secondo due bifore a sesto acuto. Tutte le finestre della parete sono decorate da motivi floreali o cordonature in cotto, che riprendono le decorazioni del Duomo.

La parete nord offre interessanti elementi architettonici: al piano seminterrato una porta ad arco ribassato, al primo piano una porta ad ogiva ed una bifora decorata in cotto, con colonnina in pietra e capitello a tronco di piramide rovesciato; al terzo piano una monofora trilobata ad arco acuto, e due porte che si affacciano su un balcone in legno recentemente ricostruito ed una finestrella a sesto ribassato.

Sulla parte ovest, sicuramente la più restaurata, si aprono una monofora a sesto acuto, alcune finestrelle e loggette. Sul tetto dominano i merli a coda di rondine, simbolo della sovranità del Senato.

L’interno dell’edificio è costituito da quattro vani sovrapposti: al pianterreno la sala è posta su due diversi livelli a causa della pendenza del terreno; al centro si trova un robusto pilastro a base quadrata che sostiene due volte a crociera nella parte est, mentre nella parte ovest la copertura è a botte. Il primo piano è occupato da un ampio salone con soffitto a cassettoni in legno con travature modanate: sul lato sud era presente un caminetto, ora murato; alle pareti sono appesi stemmi in terracotta. Al secondo e terzo piano i saloni hanno il soffitto a travature lignee a vista ed hanno ciascuno un caminetto con decorazioni in cotto.