Durante la prima missione si è osservato che la fauna risulta estremamente sporadica sia per la stagione invernale sia per un probabile forte impatto antropico di prelevamento dovuto alla caccia. Le ricerche dell'autunno 2003 saranno perciò orientate a indagare maggiormente quelli che sono gli elementi caratterizzanti, e cioè in particolare i rettili e gli uccelli.
La regione presenta affioramenti geologici di epoca primaria coi più importanti giacimenti fossiliferi a trilobite del mondo e ammoniti dell'Ordoviciano e Devoniano nonché affioramenti di rocce mesozoiche con fossili di dinosauri, coccodrilli e testudinati.
L'estrema importanza di questi siti paleontologici rende indispensabile la prospezione e lo studio per la loro conservazione, protezione e valorizzazione, tema oggetto delle ricerche della seconda Missione.

Progetto pilota per la costituzione del Parco Nazionale del Jbel Sarhro

Programma e prospettive

1) La équipe ha maturato la scelta di fare riferimento, come sito di partenza per la Missione 2003, a quello di Aït Ouaazik (Tazzarine) che si presta ad essere il nucleo delle attività archeologiche e naturalistiche per poi allargare le stesse, man mano, alla maggior porzione possibile del territorio in vista della costituzione del Parco Nazionale globale di Jbel Sarhro, tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto del Sahara.

2) Il sito necessita di una completa rilevazione topografica e quindi di un esatto ed esaustivo censimento dei petroglifi presenti, che dovranno, per quanto possibile, essere rilevati su polietilene; in ogni caso sarà effettuato un completo rilevamento della dislocazione dei siti rupestri con la loro mappatura. Saranno anche realizzati calchi tridimensionali (SRB System) di superfici significative di arte rupestre, molte delle quali presentano stupende raffigurazioni preistoriche naturalistiche e sub-naturalistiche di faune del periodo arcaico a savana con giraffe, struzzi, rinoceronti, elefanti, antilopi, ecc, fino alle fasi più recenti, protostoriche, con scene di guerrieri, cavalieri, dromedari, ecc. di tipo schematico; a queste si accompagnano anche scritte di tipo libico-berbero.

3) È necessario procedere allo scavo archeologico, iniziando da uno dei tumuli presenti nel sito, per raccogliere il maggior numero di informazioni possibili e per poter correlare i dati e reperti che saranno rinvenuti con il contesto delle incisioni rupestri presenti nella località. L'indagine archeologica potrà fornire dati di cronologia assoluta e relativa, oggi ignoti, non essendo mai stati effettuati scavi nella regione.

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