La Missione è supportata dal Ministero per gli Affari Esteri d'Italia e coadiuvata dall' Ambasciatore Dr. Alberto Candilio, dai funzionari dell'Ambasciata d'Italia e dalla Dr.ssa Wanda Grillo, Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Rabat e dalla Prof.ssa Joudia Hassar Benslimane, Direttrice dell'INSAP, e dai funzionari del Ministero per la Cultura del Marocco, con direttive volte a concordare le azioni da intraprendere e le opportune collaborazioni e sinergie da sviluppare in Marocco ed in Italia.
In sintesi i risultati da raggiungere nel 2003 sono i seguenti:
a) valutazione della ricchezza archeologica della regione in siti rupestri (siti vicini alle agglomerazioni umane attuali e siti isolati). In questo senso, l'équipe svolgerà prospezioni nei seguenti siti: Foum Chenna (Tinzouline), Aït Ouaazik ( Asguine Tarna, Tazzarine) Tiouririne e Tisguinine (Zagora) che racchiudono diverse migliaia di rappresentazioni rupestri preistoriche e protostoriche di soggetti vari e di differenti epoche. I siti di Aït Ouaazik saranno sottoposti a rilevamenti sistematici e saranno scavati, per la prima volta in Marocco, alcuni tumuli funerari preistorici presenti nelle zone con l'arte rupestre. Altre prospezioni di superficie verteranno alla ricerca di utensili ( dai choppers alle amigdale achelleane dalle lame musteriane alle lame litiche levigate, ecc.) e alla determinazione di altri prodotti di lavorazione realizzati con materie prime molto varie (quarzite, selce di diversi colori, ceramiche d'impasto, ecc. ).

b) Contatti con le autorità locali marocchine: vari incontri saranno organizzati durante la Missione per concordare sinergie con le forze locali, al fine di coinvolgere la popolazione e sensibilizzare sulle problematiche di conservazione e valorizzazione del territorio.

c) Il rilevamento archeologico-etnografico consentirà di prendere visione del patrimonio costituito da siti tradizionali di agro-pastoralismo (pastori arabi e berberi che allevano caprini, ovini e dromedari) e siti di agricoltori sedentari arabi nelle oasi a palmeti (che coltivano grano, mais, erba medica, fave, legumi e vegetali, allevando bovini ed ovini).

d) L' esigenza di programmare la formazione di personale locale (guardie, guide, operatori culturali e turistici, amministratori di risorse territoriali, ecc.), in vista della costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, è ampiamente condivisa dalle autorità marocchine.

e) Per quanto concerne gli aspetti naturalistici geologici e paleontologici, questa seconda missione permetterà di rilevare punti notevoli degli ecosistemi che caratterizzano la regione studiata nel progetto. La regione spazia dalla suddivisione fitogeografica pre-Sahariana alla Sahariana propriamente detta.

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