LA PIETRA VERDE DEL MONVISO

7.000 ANNI FA

DALLE ALPI OCCIDENTALI ALL'EUROPA

CRÔ DA LAIRI (FENESTRELLE, Val Chisone, Italia)
Sopralluogo CeSMAP - 14 Settembre 2013

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Il sito preistorico di arte rupestre di Crô da Lairi fu scoperto nel 1975 da Andrea Vignetta, storico fenestrellese, e segnalato al CeSMAP – Centro Studi e Museo d'Arte Preistorica di Pinerolo dal figlio Luigi (Gigi) che accompagnò Piero Ricchiardi e Dario Seglie per i primi accertamenti in loco.

Il 14 Settembre 2013, d'intesa col Sindaco di Fenestrelle Dr. Ilario Manfredini, l'Avv. Piero Ricchiardi, Presidente del CeSMAP, il Dr. Daniele Ormezzano, Vice Presidente ed il Prof. Dario Seglie, Direttore del Civico Museo di Archeologia e Antropologia di Pinerolo, hanno effettuato un sopralluogo al sito, localizzato a circa 2000 m di quota sulle pendici meridionali del Monte Pelvo. Scopo della missione era constatare lo stato di conservazione e studiare il piano per una campagna archeologica che consenta la messa in sicurezza del monumento e ricavare il completo calco tridimensionale, dal quale ottenerne poi una copia da destinare al costituendo Museo di Fenestrelle ed una seconda per il Museo d'Arte Preistorica di Pinerolo.

Si è potuto verificare che la roccia non ha subito danni visibili in questi ultimi quarant'anni, ma -contiguo al lato Est- è cresciuto un cespuglio di ortiche che può lasciare acidi umici e insinuare radici nei piani di scistosità del lastrone roccioso le cui misure massime sono 350 x 260 x 40 cm di spessore, trattandosi di un elemento monolitico posato sul terreno vicino ad un roccione affiorante recante altre incisioni rupestri. L'alta presenza di mica rende la roccia molto “scintillante” sotto i raggi del sole.
Specie sulla superficie a valle del Masso di Crô da Lairi, verso Ovest, sono presenti placche delle roccia a rischio di esfogliazione a causa delle acque di scioglimento nivale che, insinuandosi tra i piani di scistosità e gelando, potranno causare distacchi di dette placche.

Si precisa che la datazione più probabile del Masso di Crô da Lairi ( “Fondo dei Ladri” in lingua occitana), appartenente tipologicamente al megalitismo alpino, è compresa in un arco di tempo che partendo dall'Età del Rame si prolunga durante tutta l'Età del Bronzo e del Ferro. Era certamente ancora in uso come luogo di culto religioso nell'Alto Medioevo, periodo al quale appartiene una piccola croce, incisa al centro dei petroglifi, epoca della cristianizzazione del sito, confermante una sincretica nuova valenza religiosa per un sito di culto millenario di alta quota, significativamente coronato dalla maestosità delle grandi vette circostanti.
Il Masso di Crô da Lairi è quindi un importantissimo sito preistorico di arte rupestre, tra i più significativi delle Alpi, anche per la vicinanza di due altri luoghi archeologici di straordinaria valenza (gli insediamenti umani preistorici di Balm'Chanto - Roure e di Roc del Col - Usseaux, rispettivamente datati 4200 e 3500 anni fa, oggetto di campagne di scavo del CeSMAP con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte negli anni 1979 - 1984) tutti nel territorio dell'alta Val Chisone.