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CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica
Museo Civico di Archeologia e Antropologia – Pinerolo
Italia

INSAP – Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine – Ministère de la Culture – Rabat
Maroc

 

“Parco Nazionale di Jbel Sarhro”
(Missione archeologica, Autunno 2003)

ASSOCIATION MAROCAINE D'ART RUPESTRE MARRAKECH, Maroc

EXCURSION SCIENTIFIQUE AU PROFIT DES MEMBRES DE L'IFRAO

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Nel quadro del Progetto di Cooperazione tra il CeSMAP e l'INSAP, sotto l'egida del Ministero per gli Affari Esteri dell'Italia e del Ministero per la Cultura del Marocco, una seconda missione di prospezione territoriale e di ricerche archeologiche campali sarà effettuata nel mese di Ottobre 2003 nel territorio di Jbel Sarhro. Questa campagna è stata preceduta da un lavoro di studio e preparazione svolto nel 2002 a cui a fatto seguito una prima missione effettuata nel Gennaio 2003. In occasione della Mostra e Convegno a Rabat sulle attività archeologiche italo-marocchine, eventi voluti dall'Ambasciata d'Italia in Marocco e organizzati dall'Istituto Italiano di Cultura e svoltisi a Luglio, si è attuata una fase organizzativa propedeutica alla Missione autunnale, consultando gli archivi dell'INSAP nella sede di Marrakech,

Obiettivo della Missione è la prospezione della regione indicata nel Progetto per la costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, i cui vasti confini sono definiti tra la Strada Nazionale Ouarzazate - Boumalene - Tinrhir - Errachidia - Boudnibe e la Strada Nazionale collegante Ouarzazate - Agdez - Mhamid.


Parteciperanno alla Missione 2003, con la Co-Direzione di Dario Seglie del CeSMAP e Abdelkhalek Lemjidi dell'INSAP, i membri seguenti: Rosalino Sacchi dell'Istituto di Geologia dell'Università di Torino, Daniele Seglie e Stefano Doglio dell'Istituto di Biologia dell'Università di Torino, Davide Ricchiardi del Politecnico di Torino, Mauro Cinquetti, Marco Cinquetti, Piero Ricchiardi, del CeSMAP, Massimo Delfino dell'Università di Firenze, unitamente al gruppo di 6 specialisti marocchini.

La Missione è supportata dal Ministero per gli Affari Esteri d'Italia e coadiuvata dall' Ambasciatore Dr. Alberto Candilio, dai funzionari dell'Ambasciata d'Italia e dalla Dr.ssa Wanda Grillo, Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Rabat e dalla Prof.ssa Joudia Hassar Benslimane, Direttrice dell'INSAP, e dai funzionari del Ministero per la Cultura del Marocco, con direttive volte a concordare le azioni da intraprendere e le opportune collaborazioni e sinergie da sviluppare in Marocco ed in Italia.


In sintesi i risultati da raggiungere nel 2003 sono i seguenti:

a) valutazione della ricchezza archeologica della regione in siti rupestri (siti vicini alle agglomerazioni umane attuali e siti isolati). In questo senso, l'équipe svolgerà prospezioni nei seguenti siti: Foum Chenna (Tinzouline), Aït Ouaazik ( Asguine Tarna, Tazzarine) Tiouririne e Tisguinine (Zagora) che racchiudono diverse migliaia di rappresentazioni rupestri preistoriche e protostoriche di soggetti vari e di differenti epoche. I siti di Aït Ouaazik saranno sottoposti a rilevamenti sistematici e saranno scavati, per la prima volta in Marocco, alcuni tumuli funerari preistorici presenti nelle zone con l'arte rupestre.
Altre prospezioni di superficie verteranno alla ricerca di utensili ( dai choppers alle amigdale achelleane dalle lame musteriane alle lame litiche levigate, ecc.) e alla determinazione di altri prodotti di lavorazione realizzati con materie prime molto varie (quarzite, selce di diversi colori, ceramiche d'impasto, ecc. ).


b) Contatti con le autorità locali marocchine: vari incontri saranno organizzati durante la Missione per concordare sinergie con le forze locali, al fine di coinvolgere la popolazione e sensibilizzare sulle problematiche di conservazione e valorizzazione del territorio.

c) Il rilevamento archeologico-etnografico consentirà di prendere visione del patrimonio costituito da siti tradizionali di agro-pastoralismo (pastori arabi e berberi che allevano caprini, ovini e dromedari) e siti di agricoltori sedentari arabi nelle oasi a palmeti (che coltivano grano, mais, erba medica, fave, legumi e vegetali, allevando bovini ed ovini).

c) L' esigenza di programmare la formazione di personale locale (guardie, guide, operatori culturali e turistici, amministratori di risorse territoriali, ecc.), in vista della costituzione del Parco Nazionale di Jbel Sarhro, è ampiamente condivisa dalle autorità marocchine.

d) Per quanto concerne gli aspetti naturalistici geologici e paleontologici, questa seconda missione permetterà di rilevare punti notevoli degli ecosistemi che caratterizzano la regione studiata nel progetto. La regione spazia dalla suddivisione fitogeografica pre-Sahariana alla Sahariana propriamente detta.
Durante la prima missione si è osservato che la fauna risulta estremamente sporadica sia per la stagione invernale sia per un probabile forte impatto antropico di prelevamento dovuto alla caccia. Le ricerche dell'autunno 2003 saranno perciò orientate a indagare maggiormente quelli che sono gli elementi caratterizzanti, e cioè in particolare i rettili e gli uccelli.
La regione presenta affioramenti geologici di epoca primaria coi più importanti giacimenti fossiliferi a trilobite del mondo e ammoniti dell'Ordoviciano e Devoniano nonché affioramenti di rocce mesozoiche con fossili di dinosauri, coccodrilli e testudinati.
L'estrema importanza di questi siti paleontologici rende indispensabile la prospezione e lo studio per la loro conservazione, protezione e valorizzazione, tema oggetto delle ricerche della seconda Missione.

 

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PROGETTO PILOTA PER LA COSTITUZIONE DEL PARCO NAZIONALE DI JBEL SARHRO
PROGRAMMA E PROSPETTIVE

1) La équipe ha maturato la scelta di fare riferimento, come sito di partenza per la Missione 2003, a quello di Aït Ouaazik (Tazzarine) che si presta ad essere il nucleo delle attività archeologiche e naturalistiche per poi allargare le stesse, man mano, alla maggior porzione possibile del territorio in vista della costituzione del Parco Nazionale globale di Jbel Sarhro, tra la catena montuosa dell'Atlante ed il deserto del Sahara.


2) Il sito necessita di una completa rilevazione topografica e quindi di un esatto ed esaustivo censimento dei petroglifi presenti, che dovranno, per quanto possibile, essere rilevati su polietilene; in ogni caso sarà effettuato un completo rilevamento della dislocazione dei siti rupestri con la loro mappatura. Saranno anche realizzati calchi tridimensionali (SRB System) di superfici significative di arte rupestre, molte delle quali presentano stupende raffigurazioni preistoriche naturalistiche e sub-naturalistiche di faune del periodo arcaico a savana con giraffe, struzzi, rinoceronti, elefanti, antilopi, ecc, fino alle fasi più recenti, protostoriche, con scene di guerrieri, cavalieri, dromedari, ecc. di tipo schematico; a queste si accompagnano anche scritte di tipo libico-berbero.

3) È necessario procedere allo scavo archeologico, iniziando da uno dei tumuli presenti nel sito, per raccogliere il maggior numero di informazioni possibili e per poter correlare i dati e reperti che saranno rinvenuti con il contesto delle incisioni rupestri presenti nella località. L'indagine archeologica potrà fornire dati di cronologia assoluta e relativa, oggi ignoti, non essendo mai stati effettuati scavi nella regione.

4) Di pari passo con le attività precedentemente descritte procederanno le analisi geologiche, biogeografiche e naturalistiche sugli ecosistemi presenti, indispensabili per inquadrare l'evoluzione ambientale e le variazioni climatiche.

5) La presenza di insediamenti rurali agro-pastorali richiede l'indagine etnografica - antropologica ed architettonica degli insediamenti stessi anche in riferimento alle tipologie abitative tradizionali della regione di Jbel Sarhro.

6) Lo studio dell'impatto antropico e naturale sul territorio e le riflessioni sui problemi dell'ecosistema della regione, comporterà la proposta di soluzioni adeguate alla salvaguardia, studio e valorizzazione del territorio nelle sue componenti peculiari, naturali e culturali.

7) La base logistica della Missione sarà collocata presso l'INSAP, nella filiale di Marrakech, (Marocco).

8) La Missione sarà realizzata nel corso dell'autunno (Ottobre 2003), periodo imposto dalle condizioni climatiche e particolarmente per l'assenza di vento che, nelle aree desertiche, rende impossibili i lavori sul campo in altri periodi in cui soffia e nei quali il caldo si fa torrido.

9) La Missione sarà composta da membri italiani e marocchini (archeologi, antropologi, naturalisti, geologi, architetti e tecnici specialisti).

Prof. Dr. Dario SEGLIE
co-Direttore della Missione Italo-Marocchina,
Direttore del CeSMAP di Pinerolo, Italia

Dr. Abdelkhalek LEMJIDI
co-Directeur du Projet, Chercheur de
l’ INSAP à Rabat et à Marrakech, Maroc

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